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Anche quest'anno la candida fioritura dei mandorli annuncia nella Valle dei Templi il ritorno della primavera. Agrigento centro geografico e storico del mediterraneo, diventa anche il fulcro della concordia e della cultura dei popoli. Lo spirito di gioia, pace e fratellanza che aleggia nell'antica Akragas durante la Sagra del mandorlo in fiore supera ogni barriera ideologica o razziale.
Un appuntamento che si
ripete da oltre mezzo secolo e che è diventato un punto di ritrovo tra i
popoli della terra. Storia, folklore ed arte, si fondono armoniosamente
durante una delle feste folkloristiche più famose del mondo.
La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce nel 1934 a Naro da un'idea del Conte Dott. Alfonso Gaetani, lo scopo era quello di esaltare la primavera agrigentina regalando una giornata di festa e spensieratezza a tutti i contadini della Valle del paradiso.
Durante la giornata dedicata alla festa tutto si fermava e sembrava che la "valle del Paradiso" (la valle sottostante il paese di Naro) fosse incantata dalla nube bianca dei fiori di mandorlo, una magia che si ripeteva ogni anno in primavera. In seguito la festa si trasferì ad Agrigento, dove avrebbe potuto avere una maggiore risonanza, e mostrare questo splendido spettacolo a tutta l'intera provincia agrigentina. La città di Agrigento adottò molto volentieri la Sagra del Mandorlo in Fiore.
Durante il trascorrere degli anni la Sagra allargò i suoi orizzonti raccogliendo sotto lo splendido scenario della Valle dei Templi i popoli di tutte le razze e culture. L'inizio della Sagra è molto suggestivo e riguarda la cerimonia della "Fiaccola dell'amicizia" che consiste nell'accensione del tripode dell'amicizia, posto dinnanzi il tempio della Concordia, alla presenza dei rappresentanti di tutti i popoli partecipanti alla Sagra.

